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Aliquota Ires al 24% dal 2017

Aliquota Ires al 24% dal 2017

La Legge di Stabilità (fino a qualche tempo fa chiamata Legge Finanziaria) nel 2016 ha portato in dono (il fatto che sia stata emanata tra Natale 2015 e Capodanno ci permette di usare questo termine… 😉 ) ai contribuenti tantissime novità, per lo più positive.

Anzi, si può dire che raramente una Finanziaria abbia portato una quantità di spunti così importanti ed interessanti come quest’ultima Legge 28/12/2015 nr. 208 (pubblicata sulla G.U.R.I. 302 del 30/12/2015).
Come mi è capitato di fare altre volte in passato, vorrei spiegare ai nostri clienti e agli utenti del nostro Studio quali siano gli effetti che queste novità potranno avere sulle loro attività, sia di impresa che a livello personale (visto che molte novità contenuto nella legge riguardano anche le persone fisiche, a cominciare per esempio dalla proroga del bonus ristrutturazioni, dei mobili e degli arredi).

Nell’analisi delle principali novità, prenderò il via da un punto che non avrà i suoi effetti nel 2016, ma l’anno successivo: la riduzione dell’aliquota Ires per le società di capitali. Infatti la Legge di Stabilità 2016 ha previsto, dal 2017, un taglio dell’aliquota Ires dall’attuale 27,50% al 24%. (Per onor di cronaca, la riduzione dell’aliquota era già prevista per il 2016 ma gli attentati di Parigi e le instabili congiunture internazionali hanno determinato nel Governo la convinzione di spostare risorse della legge di Stabilità, previste originariamente per l’abbattimento dell’aliquota Ires, nel comparto sicurezza).
Questo spostamento di risorse ha comportato la proroga di un anno dell’abbattimento dell’Ires ma già dal prossimo anno le società di capitali potranno godere di questo taglio di imposta. Al di là dei freddi numeri, mi è possibile anche fare alcune considerazioni personali: la nuova aliquota al 24% è sicuramente una imposta molto interessante (una tra le più basse in Europa; probabilmente l’Irlanda ne ha una ancora più bassa sui redditi delle società).

E allora mi chiedo (e vi chiedo): perché in Italia ci lamentiamo della tassazione così alta e della pressione fiscale insostenibile, avendo una aliquota nominale addirittura, nella maggior parte dei casi, inferiore a quella del resto d’Europa? Il problema vero è la base imponibile su cui questa imposta viene applicata.
Provo a spiegarmi meglio con un esempio pratico e concreto. In Italia i costi dell’auto aziendale (o dell’auto della ditta individuale) sono deducibili al 20% (allo stesso modo le spese telefoniche sono deducibili all’80%, le spese per ristoranti ed alberghi al 75%, mentre “godono” di bassa deducibilità – con calcoli particolari e complessi – gli interessi passivi, le spese di manutenzione e le spese di rappresentanza). Queste deducibilità molto basse di molti ed importanti costi quali le auto aziendali portano ad avere una tassazione reale sicuramente molto più alta del 24%.

Ma il problema delle deducibilità basse è un problema analogo sia per le società di capitali che per le società di persone o per le ditte individuali; quindi questo abbattimento di 3,5 punti percentuali dell’aliquota Ires, unito ad altre agevolazioni quali i costi ridotti per la costituzione delle società a responsabilità limitata semplificata rispetto alle “vecchie” società a responsabilità limitata mi porta a immaginare che dal 2017 si costituiranno molte più società di capitali e molte società di persone potrebbero trasformarsi in società di capitali.

Voi che ne pensate? Sempre disponibile ad approfondire il dibattito e a offrire chiarimenti, vi saluto caramente

Carmelo Santaera

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